Étude 1 sur 2 · La parabole de l'ivraie et du froment

  1. Étude 1 : La parabole de l'ivraie et du froment
  2. Étude 2 : La parabole du figuier stérile

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La parabola della zizzania e del frumento

    La parabola della zizzania e del grano (Matteo 13.24-30), presente solo in Matteo, insegna la coesistenza del bene e del male nel mondo fino al giudizio finale. Gesù vi illustra la pazienza di Dio, che rimanda la separazione tra giusti e malvagi fino alla mietitura escatologica, affidata agli angeli. Questa parabola si inserisce in una profonda riflessione biblica sull'apparente prosperità dei malvagi, condivisa da Abacuc, Asaf, Geremia e Giobbe.

    Salmi 73.3-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché io portavo invidia agli orgogliosi, vedendo la prosperità degli empi.Poiché per loro non vi son dolori, il loro corpo è sano e pingue.Non sono travagliati come gli altri mortali, né son colpiti come gli altri uomini.Perciò la superbia li cinge a guisa di collana, la violenza li cuopre a guisa di vestito.Dal loro cuore insensibile esce l’iniquità; le immaginazioni del cuor loro traboccano.Sbeffeggiano e malvagiamente ragionan d’opprimere; parlano altezzosamente.Metton la loro bocca nel cielo, e la loro lingua passeggia per la terra.Perciò il popolo si volge dalla loro parte, e beve copiosamente alla loro sorgente,e dice: Com’è possibile che Dio sappia ogni cosa, che vi sia conoscenza nell’Altissimo?Ecco, costoro sono empi: eppure, tranquilli sempre, essi accrescono i loro averi.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • La parabola del fico sterile

    La parabola del fico sterile (Luca 13.6-9), riportata soltanto da Luca, illustra la pazienza di Dio e l’urgenza della conversione. Gesù avverte che ogni discepolo privo di frutto spirituale rischia il giudizio, sottolineando al tempo stesso che Dio concede un ulteriore tempo di grazia. Questo testo si colloca in continuità con Luca 13.1-5 e porta un duplice messaggio: solenne avvertimento e misericordia divina.

    Luca 13.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrifici.E Gesù, rispondendo, disse loro: Pensate voi che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno sofferto tali cose?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti similmente perirete.O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.
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