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L’omosessualità

L’articolo esplora l’evoluzione dei diritti degli omosessuali nel corso della storia fino ai giorni nostri, con un’attenzione particolare alle prospettive europee. Esamina le leggi, la loro evoluzione in Francia e le diverse posizioni delle Chiese cristiane riguardo all’omosessualità.

26 min omosessualità diritti LGBT Europa Chiese cristiane 16 versetti 12 libri

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Introduzione

I rapporti sessuali tra adulti dello stesso sesso sono stati a lungo disapprovati e vietati dalle norme sociali in diversi paesi europei. Benché l’omosessualità esista fin dall’antichità, è stata spesso percepita in modo negativo e, in molti periodi, per lo più tenuta segreta.

L’Europa, nel suo insieme, ha conosciuto negli ultimi anni un’evoluzione significativa in materia di diritti e di riconoscimento delle persone omosessuali. In alcuni paesi gli omosessuali vengono incarcerati e talvolta messi a morte. Secondo i dati dell’ILGA World (International Lesbian, , Bisexual, Trans and Intersex Association), 12 paesi nel mondo prevedono la pena capitale per i rapporti omosessuali tra adulti consenzienti.

Medio Oriente: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Qatar, Yemen

Africa: Mauritania, Nigeria (in alcuni Stati), Uganda, Somalia

Asia: Afghanistan, Pakistan, Brunei.

Circa 64 paesi nel mondo criminalizzano ancora l’omosessualità. Le pene variano:

Multe o carcere (es.: Egitto, Senegal, Bangladesh)

Ergastolo (es.: Sierra Leone, Guyana)

Pene corporali come la fustigazione (es.: Malesia)

Si osserva una netta disparità nel modo in cui l’omosessualità viene affrontata nel mondo. Questo studio si concentra esclusivamente sull’analisi del discorso biblico relativo all’omosessualità. Esaminerà i passi dell’Antico Testamento, che rappresenta l’antica alleanza, e quelli del Nuovo Testamento, che corrisponde alla nuova alleanza. Lo studio analizzerà inoltre la posizione adottata da diverse Chiese su questo tema.

La posizione della Francia e dell’Europa

L’omosessualità in Francia e in Europa: quadro della situazione

L’Europa, nel suo insieme, ha conosciuto un’evoluzione significativa in materia di diritti e di riconoscimento delle persone omosessuali. Ecco un panorama della situazione, con un’attenzione particolare alla Francia:

La Francia è oggi uno dei paesi più avanzati in materia di diritti LGBT+, ma questo progresso è il frutto di una lunga battaglia:

Evoluzione legale

1791: Depenalizzazione degli atti omosessuali durante la Rivoluzione francese.

1982: Abolizione delle leggi discriminatorie sull’età del consenso sessuale (legge Badinter).

1999: Creazione del PACS (Patto Civile di Solidarietà).

2013: Approvazione del matrimonio per tutti, incluso il diritto all’adozione.

2022: Divieto delle terapie di conversione.

Diritti attuali in Francia

Matrimonio omosessuale Consentito dal 2013

Adozione omogenitoriale Consentita dal 2013

Donazione di sangue Consentita senza restrizioni dal 2022

Protezione contro la discriminazione Sì, dal 1985

Cambio di genere all’anagrafe Possibile senza intervento chirurgico dal 2016

(Fonte: Diritti LGBT in Francia, Wikipedia, Lumni, Storia dei diritti degli omosessuali)

In Europa

L’omosessualità è legale in tutti i paesi dell’Unione europea, ma i diritti variano fortemente:

Paesi in cui il matrimonio omosessuale è legale

Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Svezia, Portogallo, Francia, Germania, Finlandia, Austria, Slovenia, Estonia, Grecia, ecc.

Questi paesi consentono anche l’adozione omogenitoriale.

Paesi con restrizioni od opposizioni

Polonia, Ungheria, Bulgaria, Slovacchia, Romania, Lituania: nessun riconoscimento del matrimonio o dell’unione omosessuale. Alcuni hanno persino inserito il divieto nella loro Costituzione.

L’omosessualità gode oggi di un ampio riconoscimento nella maggior parte dei paesi europei, in particolare in Francia. Tuttavia permangono alcune resistenze, come quella dei sindaci che si oppongono a celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Che cosa pensano le chiese di questa evoluzione dell’omosessualità?

La posizione delle diverse Chiese sull’omosessualità varia fortemente secondo le tradizioni, le interpretazioni teologiche e le evoluzioni sociali. Ecco una panoramica delle principali confessioni cristiane:

Chiesa cattolica

Dottrina ufficiale: Secondo il Catechismo, gli atti omosessuali sono considerati «intrinsecamente disordinati» e «contrari alla legge naturale». Non possono essere approvati in nessun caso.

Accoglienza delle persone: Le persone omosessuali devono essere trattate «con rispetto, compassione e delicatezza».

Papa Francesco: Ha apportato una sfumatura pastorale affermando che «Dio ama tutti i suoi figli così come sono» e che criminalizzare l’omosessualità è ingiusto.

Chiese protestanti

Chiese storiche (es.: Chiesa protestante unita di Francia): Dal 2015 possono benedire coppie dello stesso sesso dopo un matrimonio civile, se la parrocchia e il pastore sono d’accordo.

Chiese evangeliche: Spesso più conservatrici, adottano una lettura letterale della Bibbia e rifiutano l’omosessualità. Alcune sostengono ancora le «terapie di conversione», benché largamente screditate e vietate in diversi paesi.

Chiese ortodosse

Posizione tradizionale: L’omosessualità è considerata un peccato. I rapporti omosessuali sono respinti e il matrimonio omosessuale non è riconosciuto.

Dialogo limitato: Poca apertura al dibattito o a un’evoluzione dottrinale, benché alcune voci minoritarie invochino più compassione.

Altre confessioni cristiane

Anglicani: Molto divisi. La Chiesa d’Inghilterra autorizza le benedizioni di coppie omosessuali ma non il matrimonio religioso. Alcuni rami anglicani (come negli Stati Uniti o in Canada) sono più inclusivi.

Unitariani, quaccheri, : Questi gruppi cristiani progressisti celebrano pienamente i matrimoni omosessuali e si battono per l’uguaglianza dei diritti.

Abbiamo voluto tracciare rapidamente un quadro della situazione e ricordare le diverse posizioni delle Chiese prima di analizzare i testi biblici. Tuttavia, conviene anzitutto esaminare la posizione dell’Islam, una religione la cui crescente presenza suscita un interesse particolare nelle nostre società occidentali.

La posizione dell’Islam

La prospettiva dell’Islam sull’omosessualità è generalmente considerata conservatrice, fondata su interpretazioni classiche del Corano e della giurisprudenza islamica. Gli elementi principali sono presentati qui di seguito:

Fondamenti scritturali

Il Corano non parla esplicitamente di omosessualità, ma la storia del popolo di Lut (Lot) è spesso interpretata come una condanna dei rapporti omosessuali:

Questa storia è usata per giustificare il divieto religioso e morale dell’omosessualità nell’Islam classico.

Posizione delle scuole giuridiche

Tutte le scuole di giurisprudenza islamica (hanafita, malikita, sciafeita, hanbalita) considerano l’omosessualità illecita.

In alcuni paesi che applicano la sharia, gli atti omosessuali possono essere puniti severamente, fino alla pena di morte (per o impiccagione).

Approcci contemporanei

Una minoranza di pensatori musulmani progressisti propone una lettura queer dell’Islam, reinterpretando i testi per renderli più inclusivi.

La parola «queer» viene dall’inglese e significa in origine «strano», «bizzarro» o «poco comune». Storicamente usata come insulto omofobo, è stata riappropriata dalla comunità + a partire dagli anni Ottanta come termine inclusivo e rivendicativo. Essere queer significa vivere la propria vita al di fuori delle caselle imposte dalla società, celebrando la pluralità delle identità e delle espressioni. È tanto un’identità personale quanto un atto di resistenza.

Alcuni sottolineano che l’Islam è una religione in movimento, capace di evolvere secondo i contesti sociali e storici.

Situazione nei paesi musulmani

Nella maggior parte dei paesi a popolazione musulmana, l’omosessualità è illegale e spesso criminalizzata.

Le persone + musulmane vivono spesso nella clandestinità o subiscono severe discriminazioni.

Che cosa dice la BIBBIA?

La Bibbia tratta dell’omosessualità in diversi passi, in particolare in alcuni testi dell’Antico Testamento e nelle lettere attribuite a Paolo nel Nuovo Testamento. Ecco alcuni dei passi frequentemente citati nell’Antico Testamento:

22 Non ti coricherai con un uomo come ci si corica con una donna: è una pratica abominevole.

23 Non ti coricherai con un animale per contaminarti con esso; la donna non si avvicinerà a un animale per prostituirsi con esso: è una pratica abominevole.

(Traduzione Louis Segond )

Il passo seguente del Levitico presenta le sanzioni previste per coloro che infrangono questa legge.

13 » Se un uomo si corica con un uomo come ci si corica con una donna, entrambi commettono un atto abominevole. Saranno puniti con la morte, il loro sangue ricadrà su di loro.

14 Se un uomo sposa la figlia e la madre, è un crimine. Saranno bruciati nel fuoco, loro e lui, perché questo crimine non esista in mezzo a voi.

15 » Se un uomo si corica con un animale, sarà punito con la morte e voi ucciderete l’animale.

16 Se una donna si avvicina a un animale per prostituirsi con esso, ucciderai la donna e l’animale. Saranno messi a morte, il loro sangue ricadrà su di loro.

(Traduzione Louis Segond )

Anche il libro della Genesi presenta un racconto significativo, situato cronologicamente prima della promulgazione della legge di Mosè.

Genesi 19.1-29 (la storia di Sodoma e Gomorra): Gli abitanti vogliono «conoscere» gli ospiti di Lot, cosa che viene interpretata come un tentativo di stupro omosessuale. Questo racconto è spesso visto come una condanna dell’omosessualità, benché alcuni esegeti moderni vi vedano piuttosto una denuncia dell’inospitalità e della violenza.

C’è un altro esempio nel libro dei Giudici 19.22

Alla lettura di questi passi, nonostante i tentativi di alcuni commentatori di attenuarne la severità, il messaggio dei testi biblici resta inequivocabile: l’omosessualità vi è descritta come una pratica abominevole, punibile con la pena di morte.

Esistono differenze notevoli tra le leggi applicate nella società ebraica e quelle in vigore nei paesi europei. Queste leggi hanno origine in testi attribuiti a Mosè e considerati, secondo la tradizione, ispirati da una volontà divina. L’obiettivo è analizzare queste prescrizioni nel loro contesto iniziale piuttosto che concentrarsi sulle interpretazioni o applicazioni successive stabilite dal popolo.

Sembra che i rapporti tra donne non siano menzionati esplicitamente nello stesso modo di quelli tra uomini. Questo vuoto testuale può essere interpretato in modi diversi: alcuni vi vedono un’assenza esplicita di condanna, mentre altri ritengono che rifletta le norme patriarcali dell’epoca, caratterizzate da una minore sorveglianza o da una documentazione limitata della sessualità femminile. Va notato che nell’Antico Testamento non è presente alcun riferimento ai rapporti omosessuali femminili.

Che cosa dice il Messia Gesù su questo tema?

I Vangeli non riportano alcun insegnamento diretto del Messia Gesù sui rapporti omosessuali. Egli non li condanna, ma non li approva nemmeno esplicitamente.

Il Messia Gesù insiste sull’amore del prossimo, sulla compassione, sul perdono e sull’accoglienza degli esclusi. Molti credenti interpretano questo come un invito a non respingere le persone omosessuali, ma ad amarle come figli di Dio.

Interpretazioni cristiane

Alcune correnti conservatrici ritengono che Gesù, rispettando la legge ebraica, avrebbe implicitamente disapprovato l’omosessualità.

Altri, più progressisti, sottolineano che Gesù ha spesso sfidato le norme religiose del suo tempo per difendere gli emarginati, e che il suo silenzio sull’omosessualità può essere visto come un’apertura all’inclusione.

Esempio di interpretazione moderna

«Gesù ama gli omosessuali ma non ama l’omosessualità e non vuole che queste persone vi rimangano per sempre. Desidera che si pentano e siano accolte con rispetto e compassione.».

«Le persone con tendenze omosessuali sono figli di Dio. Dio le ama. Condannare una simile persona è un peccato.»

Non c’è dunque alcuna allusione all’omosessualità nelle parole del Messia Gesù. Egli non affronta nemmeno il problema della schiavitù, il che non significa implicitamente che l’approvi. Anche se dei commentatori della Bibbia, col pretesto dell’amore del prossimo, arrivano a considerare accettabile l’omosessualità, resta il fatto che questa posizione non poggia su nulla di concreto; il Messia Gesù amava tutti gli uomini ma condanna fermamente i (Luca 11.43-44).

Ci sembra dunque fuorviante, col pretesto dell’amore del prossimo, far dire al Messia Gesù parole contrarie alla volontà di suo Padre (Giovanni 12.49-50).

Come considera l’omosessualità la Nuova Alleanza?

Il Nuovo Testamento espone i principi che reggono la Chiesa nel contesto della Nuova Alleanza, mettendo in evidenza gli insegnamenti del Messia Gesù.

L’apostolo Paolo, attraverso le sue tredici lettere, o quattordici se si include l’epistola agli Ebrei, ha stabilito i principali principi destinati a inquadrare la comunità cristiana. Può quindi essere pertinente esaminare la sua posizione riguardo all’omosessualità.

Il Nuovo Testamento menziona l’omosessualità in tre passi attribuiti all’apostolo Paolo. Questi testi includono l’omosessualità fra altri comportamenti considerati nel contesto di riflessioni sulla volontà divina.

26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni disonorevoli: le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura;

27 similmente anche gli uomini, lasciato il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti infami uomini con uomini, e ricevendo in se stessi la retribuzione che si addiceva al loro traviamento.

(Traduzione Louis Segond )

Sembra che l’apostolo Paolo ribadisca i principi maggiori della legge mosaica riguardo all’omosessualità, e abbia cura di includere esplicitamente le donne in questo approccio.

9 Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né quelli che vivono nell’immoralità sessuale, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali,

10 né i ladri, né gli avidi, né gli ubriaconi, né i calunniatori, né gli sfruttatori erediteranno il regno di Dio.

11 E tali eravate alcuni di voi. Ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati dichiarati giusti nel nome del Signore Gesù [Cristo] e per mezzo dello Spirito del nostro Dio.

(Traduzione Louis Segond )

L’apostolo Paolo precisa il suo pensiero sull’omosessualità e afferma chiaramente che gli omosessuali non entreranno nel regno di Dio. Questo testo, che può sembrare brutale, ha almeno il merito di essere chiaro. Sembra quindi difficile conciliare queste parole con un’accettazione dell’omosessualità nella Chiesa.

8 Noi sappiamo che la legge è buona, purché se ne faccia un uso legittimo,

9 sapendo bene che la legge non è fatta per il giusto, ma per i malfattori e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e i profani, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi,

10 per quelli che vivono nell’immoralità sessuale, per gli omosessuali, per i trafficanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri e per tutto ciò che è contrario alla sana dottrina.

11 Questo è conforme al glorioso Vangelo del Dio beato, che mi è stato affidato.

(Traduzione Louis Segond )

Egli richiamerà i principi della legge a Timoteo, suo figlio spirituale.

Ces versets sont souvent interprétés comme une critique des pratiques homosexuelles dans le contexte gréco- de l’époque.

Interpretazioni contemporanee

Alcune letture moderne mettono in discussione l’applicazione diretta di questi testi all’omosessualità così come la si intende oggi. Esse sottolineano:

Il contesto culturale antico, in cui i rapporti omosessuali erano spesso legati al dominio o allo sfruttamento.

L’assenza di riconoscimento degli orientamenti sessuali come identità personali nel mondo biblico.

Abbiamo citato una certa posizione moderna all’interno della Chiesa per mostrare tutta la difficoltà di integrare l’omosessualità nella Chiesa, o anche solo di non condannarla, alla luce degli scritti dell’apostolo Paolo. L’unica soluzione per riuscirci sarebbe riscrivere la Bibbia o eliminare questi passi (Apocalisse 22.19).

Come comportarsi di fronte all’omosessualità?

Secondo l’insegnamento biblico, a eccezione del peccato contro lo Spirito Santo, nessuna situazione è irreversibile davanti a Dio. Questo principio si applica a tutte le forme di dipendenza e si estende anche all’omosessualità, considerata nella Bibbia un peccato grave.

La scelta da compiere si presenta in modo chiaro: o l’individuo rinuncia ai suoi comportamenti riprovevoli e diventa così idoneo ad accedere al regno di Dio, oppure persevera nelle sue azioni e, di conseguenza, non vi accederà. Il perdono divino, essenziale per la salvezza, deriva necessariamente dal pentimento, che implica l’abbandono effettivo delle colpe passate.

Va notato inoltre che, secondo alcuni riferimenti biblici (1 Giovanni 1.9, Romani 8.37, Galati 5.16, Ebrei 4.12), l’aiuto divino è considerato essenziale nel processo decisionale.

La grazia di Dio, manifestata nella persona del Messia Gesù, non significa che l’uomo sia libero di fare tutto, ma al contrario porta una soluzione perché l’uomo ritrovi la sua posizione di santità davanti a Dio.

Abbiamo visto che non era possibile far evolvere la posizione della Chiesa senza riscrivere la Bibbia, il che sarebbe una follia. Tuttavia sembra importante prendere le distanze da coloro che stigmatizzano queste persone omosessuali. Il messaggio biblico incoraggia ad avere compassione e a non giudicare il prossimo. Pensiamo all’esempio di quella donna colta in flagrante adulterio e alle parole del Messia Gesù: «Neppure io ti condanno: va’ e non peccare più.» (Giovanni 8.11).

Conclusione

In Francia la scritta «Fumare uccide» accompagna tutti i pacchetti di sigarette, eppure molti continuano a fumare. Quando si manifesteranno le conseguenze nefaste, non potranno più pretendere di ignorare il rischio corso.

Gli avvertimenti della Bibbia, che condizionano l’accesso dell’uomo al regno di Dio, sono altrettanto chiari e largamente noti. Cercare di aggirarli o di attenuarli non cambia nulla. Anche se alcuni predicassero un vangelo più permissivo, accompagnato da una Bibbia rimaneggiata, ciò non farebbe vacillare la posizione di Dio (Galati 1.8).

L’essenziale, secondo la nostra analisi, è prendere coscienza dei fatti e compiere una scelta in piena cognizione di causa, tenendo presente che questa decisione avrà ripercussioni sulla vita eterna.

9 Giovane, rallegrati nella tua adolescenza, dà gioia al tuo cuore durante la tua giovinezza, cammina nelle vie del tuo cuore e secondo gli sguardi dei tuoi occhi! Ma sappi che per tutto questo Dio ti chiamerà in giudizio.

(Traduzione Louis Segond )

24 Povero me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?

25Ne ringrazio Dio: è possibile per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.

(Traduzione Louis Segond )

Secondo l’insegnamento biblico, una persona impegnata in una pratica omosessuale che desidera la salvezza della propria anima è invitata a rinunciare a questi atti e a cercare il soccorso di Dio nella preghiera. Perché, come dice Gesù:

«Ogni cosa è possibile per chi crede» (Marco 9.23).

È importante ricordare che, in questa prospettiva, Dio non chiede mai all’essere umano ciò che non è in grado di fare. Conosce a fondo le sue fragilità, le sue lotte, e offre il suo aiuto a coloro che scelgono di camminare secondo la sua volontà (Luca 18.27, 1 Corinzi 10.13, Salmi 103.14, Filippesi 2.13). Così la trasformazione non è il frutto di uno sforzo solitario, ma il risultato di una fede viva e di un sostegno divino.