-
PER106
Il discorso della montagna (22), coloro che mi chiamano Signore
L'articolo esplora il discorso della montagna, nel quale Gesù parla di presunti discepoli da lui non riconosciuti. Confrontando gli evangelisti Matteo e Luca, tratta dell'autenticità della fede necessaria per entrare nel regno di Dio, al di là dell'appartenenza etnica e delle opere miracolose.
Luca 17.7-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or chi di voi, avendo un servo ad arare o pascere, quand’ei torna a casa dai campi, gli dirà: Vieni presto a metterti a tavola?Non gli dirà invece: Preparami la cena, e cingiti a servirmi finch’io abbia mangiato e bevuto, e poi mangerai e berrai tu?Si ritiene egli forse obbligato al suo servo perché ha fatto le cose comandategli?Così anche voi, quand’avrete fatto tutto ciò che v’è comandato, dite: Noi siamo servi inutili; abbiam fatto quel ch’eravamo in obbligo di fare.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org