Étude 1 sur 2 · La guérison du serviteur de l’officier romain

  1. Étude 1 : La guérison du serviteur de l’officier romain
  2. Étude 2 : Le serviteur impitoyable

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La guarigione del servo dell'ufficiale romano

    L'articolo esplora la guarigione, da parte di Gesù, del servo di un ufficiale romano a Cafarnao, una dimostrazione di fede fuori dal comune e dell'autorità di Gesù su tutti i popoli.

    Matteo 8.5-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quand’egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e dicendo:Signore, il mio servitore giace in casa paralitico, gravemente tormentato.Gesù gli disse: Io verrò e lo guarirò. Ma il centurione, rispondendo disse:Signore, io non son degno che tu entri sotto al mio tetto ma di’ soltanto una parola e il mio servitore sarà guarito.Poiché anch’io son uomo sottoposto ad altri ed ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: Va’, ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa.E Gesù, udito questo, ne restò maravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato cotanta fede.Or io vi dico che molti verranno di Levante e di Ponente e sederanno a tavola con Abramo e Isacco e Giacobbe, nel regno dei cieli;ma i figliuoli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Quivi sarà il pianto e lo stridor dei denti.E Gesù disse al centurione: Va’: e come hai creduto, siati fatto. E il servitore fu guarito in quell’ora stessa.
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Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti

  • Il servo spietato

    La parabola del servo spietato in Matteo 18:23-35 insegna che il perdono divino ricevuto deve diventare perdono offerto. Essa rivela il divario tra la generosità divina e la durezza umana. Il perdono è essenziale per manifestare la misericordia divina nel Regno di Dio.

    Matteo 18.23-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti co’ suoi servitori.E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti.E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato.Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto.E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi!Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò.Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito.Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto.Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t’ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti;non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, com’ebbi anch’io pietà di te?E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva.Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello.
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