Étude 1 sur 3 · L’incrédulité des Juifs

  1. Étude 1 : L’incrédulité des Juifs
  2. Étude 2 : Différence Tanakh, Torah et Bible hébraïque
  3. Étude 3 : La tradition prophétique juive

L’ultima settimana prima dell’arresto

  • L’incredulità dei Giudei

    La pericope 300 tratta dell’incredulità dei Giudei di fronte ai segni compiuti da Gesù, episodio riportato soltanto da Giovanni (Gv 12,37-50), collocato nel Tempio di Gerusalemme il mercoledì 30 marzo del 33. In contrasto, il dono della povera vedova illustra la fede autentica. Gesù capovolge i criteri umani: la vera generosità non si misura dalla quantità donata, ma dalla disposizione del cuore, che offre a Dio tutto ciò che si è.

    Giovanni 12.37-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E sebbene avesse fatti tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui;affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore?Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia:Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani.Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò.Pur nondimeno molti, anche fra i capi, credettero in lui; ma a cagione dei Farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga;perché amarono la gloria degli uomini più della gloria di Dio.Ma Gesù ad alta voce avea detto: Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato;e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato.Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle tenebre.E se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno.Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre che m’ha mandato, m’ha comandato lui quel che debbo dire e di che debbo ragionare;ed io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che dico, così le dico, come il Padre me le ha dette.
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Note storiche

  • Differenza tra Tanakh, Torah e Bibbia ebraica

    Questo articolo chiarisce la distinzione tra tre termini legati alle Scritture ebraiche: il Tanakh designa l'insieme del canone ebraico (Torah, Nevi'im, Ketouvim); la Torah ne è la prima sezione, composta dai cinque libri di Mosè (Pentateuco); la Bibbia ebraica è semplicemente un altro nome per il Tanakh. La Torah fa parte del Tanakh, e Bibbia ebraica e Tanakh sono sinonimi.

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  • La tradizione profetica ebraica

    La tradizione profetica ebraica si fonda sugli scritti e sugli insegnamenti dei profeti, messaggeri di Dio scelti per guidare il popolo d'Israele. Si caratterizza per la critica sociale, l'appello alla giustizia, la denuncia dell'idolatria e i messaggi di speranza escatologica. I grandi profeti come Isaia, Geremia ed Ezechiele hanno influenzato profondamente la teologia ebraica, la letteratura biblica e i valori etici universali.

    Ezechiele 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne l’anno trentesimo, il quinto giorno del quarto mese, che, essendo presso al fiume Kebar, fra quelli ch’erano stati menati in cattività, i cieli s’aprirono, e io ebbi delle visioni divine.
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