INF204

La generazione della ricostituzione dello Stato d’Israele

Alcuni interpreti biblici ritengono che «questa generazione» possa indicare quella che ha visto la rinascita d’Israele il 14 maggio 1948, ma questa lettura…

5 min 5 versetti 5 libri

La generazione della ricostituzione dello Stato d’Israele

Alcuni interpreti biblici ritengono che «questa generazione» possa indicare quella che ha visto la rinascita d’Israele il 14 maggio 1948, ma questa lettura è controversa e dipende fortemente dall’approccio escatologico adottato.

Origine di questa interpretazione

L’idea che la generazione del 1948 sia quella a cui Gesù si riferiva in Matteo 24.34, Marco 13.30 e Luca 21.32 poggia su due elementi:

Il come simbolo d’Israele: in diversi passi dell’Antico Testamento (Osea 9.10, Geremia 24), il rappresenta il popolo d’Israele. Alcuni vedono nella del che germoglia un’allusione profetica alla «rinascita» d’Israele come nazione moderna.

La durata di una generazione: basandosi su modelli biblici (come i 40 anni nel deserto), alcuni hanno stimato che una generazione duri circa dai 40 ai 70 anni. Applicando questo calcolo al 1948, alcuni sono stati portati a pensare che il ritorno del Messia Gesù dovesse avvenire prima della fine di questo periodo.

Sostegni e limiti

Questa interpretazione è stata resa popolare da autori come Hal Lindsey in «The Late Great Planet Earth» e ripresa in alcuni ambienti evangelici premillenaristi.

Tuttavia, nessun testo biblico collega esplicitamente la rinascita d’Israele alla del . Il Messia Gesù non menziona Israele in questo passo, e il può servire semplicemente come immagine stagionale per illustrare la chiarezza dei segni.

Inoltre, diverse previsioni basate su questa lettura non si sono realizzate, il che invita alla prudenza nell’interpretazione profetica.

In sintesi

L’idea che «questa generazione» designi quella del 1948 è un’ipotesi teologica sostenuta da alcune correnti, ma non è universalmente accettata. Poggia su una lettura simbolica del e su una cronologia interpretativa. Altri esegeti preferiscono intendere «questa generazione» come quella che vedrà i segni della fine, o come un riferimento al popolo d’Israele nel suo insieme.