L'espressione «questa generazione non passerà», che si trova in Matteo 24.34, Marco 13.30 e Luca 21.32, è uno dei passi più discussi del discorso escatologico del Messia Gesù. Ecco i principali modi di spiegarla e di comprenderla:
- La generazione contemporanea di Gesù
Alcuni interpretano questa frase come riferita alle persone che vivevano nel momento in cui Gesù parla. In tal caso, Gesù annuncerebbe che gli eventi descritti, in particolare la distruzione del Tempio di Gerusalemme, si sarebbero verificati prima che quella generazione scomparisse. Questa interpretazione è coerente con il fatto che il Tempio fu distrutto nell'anno 70, circa 39 anni dopo queste parole.
- La generazione che vedrà i segni
Un'altra lettura considera che «questa generazione» designi quella che sarà testimone dei segni evocati nel discorso (guerre, carestie, persecuzioni, segni celesti…). Ciò significa che l'insieme degli eventi escatologici si svolgerà in un periodo relativamente breve, una volta iniziati i segni.
- Il popolo d'Israele
Nella tradizione ebraica, la parola «generazione» può designare anche un gruppo o una stirpe, in particolare il popolo eletto. Alcuni esegeti pensano che il Messia Gesù affermi qui che il popolo d'Israele non scomparirà prima del compimento finale del Regno, sottolineando la fedeltà di Dio alle sue promesse.
- Una generazione spirituale
Infine, una lettura più simbolica vede in «questa generazione» i credenti o gli oppositori del Regno, a seconda del contesto. Può designare la generazione dell'umanità ribelle, che persiste fino alla fine, o la comunità dei discepoli, chiamata a restare vigilante.
In sintesi
L'espressione «questa generazione non passerà» può essere compresa in diversi modi:
Storica: i contemporanei di Gesù vedranno alcuni compimenti.
Profetica: la generazione che vedrà i segni vivrà anche il loro compimento finale.
Teologica: Israele o l'umanità non scomparirà prima del compimento.
Spirituale: i credenti sono chiamati alla vigilanza fino al ritorno di Cristo.
Tutte queste letture convergono verso una stessa idea: la certezza del compimento delle parole di Gesù e l'appello a restare attenti ai segni del Regno.
Al di fuori di Matteo 24.34, Marco 13.30 e Luca 21.32, non esiste nessun altro versetto biblico che usi esattamente l'espressione «questa generazione non passerà» nel contesto dei tempi della fine. Tuttavia, il concetto di una generazione legata agli eventi escatologici è evocato altrove in modo indiretto.
Che cosa dicono i testi
I tre versetti menzionati sono gli unici a usare questa formulazione precisa nel quadro del discorso escatologico di Gesù. Egli vi afferma che «questa generazione non passerà prima che tutto questo avvenga», in riferimento ai segni che annunciano il ritorno del Figlio dell'uomo.
Altre allusioni a una generazione escatologica
Benché l'espressione non sia ripresa testualmente altrove, alcuni passi biblici evocano una generazione confrontata con gli eventi della fine:
Matteo 24.22: «Se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati». → Ciò suggerisce una generazione che vive tempi così turbolenti da non poter sopravvivere senza l'intervento divino.
Luca 17.26-30: Gesù paragona i giorni del Figlio dell'uomo alle generazioni di Noè e di Lot, sottolineando che la gente vivrà normalmente fino al momento del giudizio, il che implica una generazione sorpresa dalla fine.
Apocalisse 3.10: «Poiché hai custodito la parola della mia pazienza, anch'io ti custodirò nell'ora della prova che sta per venire sul mondo intero». → Ciò evoca una generazione mondiale confrontata con una prova escatologica.
Apocalisse 6-19: Questi capitoli descrivono una serie di eventi che si compiono in un lasso di tempo limitato, spesso interpretato come una sola generazione che vive i giudizi e il ritorno di Cristo.
Interpretazione teologica
Alcuni commentatori ritengono che il Messia Gesù parli di una generazione futura, quella che vedrà compiersi rapidamente i segni della fine. Altri pensano che si riferisca al popolo d'Israele, che non scomparirà prima del compimento finale. Infine, alcuni vi vedono una generazione spirituale, quella dei credenti chiamati a restare vigilanti.
In sintesi
La formula «questa generazione non passerà» è propria dei tre vangeli sinottici nel discorso escatologico. Tuttavia, l'idea di una generazione confrontata con gli eventi della fine è presente altrove, in particolare nelle parole del Messia Gesù e nell'Apocalisse, in forme più implicite.