Matteo prosegue il suo racconto menzionando la regina di Saba, nota anche come regina del Mezzogiorno (1 Re 10.1-13). Anche Luca conferma questa parola del Maestro.
Questa generazione gode di un privilegio eccezionale, poiché si trova alla , il Figlio di Dio, che è ben superiore al profeta Giona, il quale assistette al pentimento dei Niniviti, e alla regina di Saba, che aveva percorso una grande distanza per verificare la sapienza del re Salomone.
È dunque evidente che, se questa regina intraprese un lungo viaggio per incontrare il re Salomone, è ancora più doveroso che le persone facciano altrettanto per incontrare il Figlio di Dio.
È ragionevole supporre che questo episodio della storia d'Israele fosse ben noto ai Giudei in ascolto, in particolare ai , rinomati per la loro conoscenza approfondita degli scritti ebraici.
È significativo che, secondo Matteo 12.42 e Luca 11.31, la regina di Saba interverrà durante il giudizio delle nazioni (vedere ANN101 : Svolgimento profetico della fine dei tempi) per accusare questa generazione giudaica che ha rifiutato il Messia Gesù.
Affermando che la regina del Mezzogiorno si leverà e condannerà questa generazione, il Messia Gesù indica che, durante il giudizio finale, la sollecitudine e l'apertura della regina di Saba alla sapienza divina serviranno a condannare implicitamente l'incredulità dei Giudei del suo tempo. Il loro rifiuto di riconoscere Gesù, nonostante i segni e gli insegnamenti che aveva offerto loro, sarà messo in evidenza dall'esempio della regina di Saba.
Consideriamo anche un altro punto cruciale: nonostante le grandi benedizioni portate dal Messia Gesù, che attiravano accanto a lui folle manifestamente felici, non vi fu un'adesione generalizzata ai suoi precetti. Questa constatazione mette in luce l'esistenza di un'opposizione significativa, difficilmente spiegabile alla luce degli eventi narrati.