Il popolo di Giuda aveva appena ricevuto una dichiarazione di guerra. Una potente coalizione nemica si preparava ad attaccarlo. Di fronte a questa minaccia imminente, Giosafat, re di Giuda, nonostante la paura, prese una decisione saggia e spirituale: si volse a Dio. Invitò tutto il popolo a fare lo stesso, mediante il digiuno e la preghiera.
Nella nostra stessa vita cristiana ci troviamo talvolta di fronte a situazioni critiche, a battaglie che ci sovrastano e che possono essere superate solo alla presenza di Dio, mediante il digiuno e la preghiera.
In questo momento di prova, Giosafat rivolse a Dio una preghiera straordinaria, piena di fede e di umiltà, che troviamo in 2 Cronache 20.6-12. In essa ricorda chi è Dio: il Signore sovrano dei cieli, Colui che regna su tutte le nazioni, Colui che ha liberato Israele nel passato e che solo può salvare ancora oggi…
Il Re aggiunge anche questa parola: 2 Cronache 20.12 «Poiché noi siamo senza forza davanti a questa grande moltitudine che avanza contro di noi, e non sappiamo che fare, ma i nostri occhi sono su di te». Che potente confessione! Giosafat riconosce la propria impotenza, ma sceglie di fissare gli occhi su Dio. E Dio, che è fedele, non tarda a rispondere.
Per mezzo di Iaaziel, un levita, l' rassicura Giosafat e il suo popolo: non dovranno combattere loro stessi, perché Dio combatterà per loro.
Questo ci insegna una verità spirituale profonda: certe battaglie non possono essere vinte con la nostra forza né con la nostra intelligenza. Vi sono combattimenti che solo Dio può condurre e vincere per noi. Il nostro ruolo è allora di avere fede in Lui, di restare saldi e di confidare in Lui.
Su una scala molto più grande, questa realtà si è manifestata nel combattimento supremo contro il peccato. Di fronte alla potenza del peccato, l'umanità è senza forza. Nessuno sforzo umano, nessuna opera buona poteva liberarci. Ma Dio, nel suo amore, ha mandato Gesù Cristo, suo Figlio, per vincere il peccato al nostro posto: 5.6 «Infatti, quando eravamo ancora senza forza, Cristo, nel tempo stabilito, morì per gli empi». Sulla croce, Gesù ha riportato la vittoria definitiva. Grazie alla sua opera redentrice, abbiamo accesso al perdono, alla grazia e alla libertà spirituale.
Ancora oggi, nelle nostre prove personali, capita che ci sentiamo sprovveduti, senza sapere che fare. In quei momenti, Dio ci invita a restare tranquilli, a tenere gli occhi fissi su di Lui e a confidare in Lui. Ci dice, come a Giosafat:
2 Cronache 20.20 «Confidate nell', vostro Dio, e sarete saldi». Fu ciò che fece Giosafat. Scelse di credere a Dio e di obbedire alle sue istruzioni. Il popolo cantò e lodò Dio prima ancora che la vittoria fosse visibile. E Dio intervenne con potenza, disperdendo i nemici di Giuda senza che il popolo dovesse combattere
Allora anche tu, fratello mio, sorella mia, qualunque sia la battaglia che stai attraversando oggi, ricorda: l' può combattere per te. Fissa dunque gli occhi su di Lui. Non lasciare che l'inquietudine domini il tuo cuore, ma confida nella sua fedeltà: Isaia 26.4 «Confidate nell' per sempre, perché l', l' è la roccia eterna».
Pastore Joël PRUDENT