Étude 1 sur 3 · Le codex Bezae

  1. Étude 1 : Le codex Bezae
  2. Étude 2 : Le codex Claromontanus
  3. Étude 3 : Le codex Gigas
  • Il codice Bezae

    Il Codex Bezae Cantabrigiensis è un manoscritto bilingue greco-latino del Nuovo Testamento, datato intorno al 400-420 d.C. Prende il nome da Teodoro di Beza, che lo donò a Cambridge nel 1581; contiene i vangeli e gli Atti degli Apostoli in circa 406 fogli. L'insolito ordine dei vangeli (Matteo, Giovanni, Luca, Marco) e la sua appartenenza al testo occidentale ne fanno un testimone eccezionale per la critica testuale e per la storia della trasmissione delle Scritture.

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  • Il codice Claromontano

    Il Codex Claromontanus (Codex Dp o 06) è un manoscritto bilingue greco-latino del VI secolo che contiene le lettere di Paolo e un catalogo stichometrico. Scoperto a Clermont-en-Beauvaisis da Teodoro di Beza, è conservato nella Biblioteca nazionale di Francia. Composto da 533 fogli, appartiene alla famiglia del testo occidentale e rappresenta un testimone eccezionale per la critica testuale e per la storia della trasmissione delle Scritture.

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  • Il codice Gigas

    Il Codex Gigas, o «Bibbia del Diavolo», è il più grande manoscritto medievale conosciuto, redatto intorno al 1200 in un monastero benedettino della Boemia. Contiene la Bibbia completa in latino, testi di Flavio Giuseppe e di Isidoro di Siviglia e trattati medici. Appartenendo al testo occidentale, è prezioso per la critica testuale. Una leggenda medievale attribuisce la sua stesura, avvenuta in una sola notte, al monaco Herman il Recluso, aiutato dal diavolo.

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