Luca fornisce diverse indicazioni geografiche che permettono di situare con una certa precisione il luogo dell’ascensione. Alla fine del suo Vangelo, precisa che Gesù condusse i suoi discepoli «fin presso Betania» (Luca 24.50). Negli Atti degli Apostoli aggiunge che i discepoli tornarono poi a Gerusalemme dal «monte detto degli Ulivi», situato «vicino a Gerusalemme, alla distanza di un » (Atti 1.12). Questa distanza corrisponde approssimativamente a un chilometro.
Queste due informazioni non sono contraddittorie. Il villaggio di Betania si trovava sul versante orientale del , a circa quindici stadi da Gerusalemme, cioè quasi tre chilometri (Giovanni 11.18). L’espressione «fin presso Betania» usata da Luca non indica dunque necessariamente il villaggio stesso, ma piuttosto la sua direzione. L’ascensione si sarebbe quindi svolta sul , nella regione che si estende verso Betania, a breve distanza da Gerusalemme.
Questo luogo non è certamente stato scelto a caso. Il occupa un posto importante nel ministero del Messia Gesù. Qui insegnò ai suoi discepoli sugli eventi futuri (Matteo 24.3), vi trascorreva spesso la notte (Luca 21.37) ed è nel giardino del Getsemani, situato sulle sue pendici, che visse le ore di angoscia che precedettero il suo arresto (Matteo 26.36-46). È dunque particolarmente significativo che sia stato proprio da questo stesso monte che lasciò i suoi discepoli per essere elevato al cielo (Atti 1.9-11).
Gli angeli annunciano del resto agli apostoli che Gesù tornerà «allo stesso modo» in cui lo hanno visto andare (Atti 1.11). Questa dichiarazione è stata spesso avvicinata alla profezia di Zaccaria, che annuncia che il Signore poserà i suoi piedi sul nel suo intervento finale (Zaccaria 14.4). Così, secondo un’interpretazione molto diffusa nel cristianesimo, il luogo dell’ascensione sarebbe anche quello del ritorno glorioso del Messia. Il apparirebbe allora come testimone sia della fine del ministero terreno di Gesù sia del futuro compimento del suo regno.
La vicinanza a Gerusalemme permetteva agli apostoli di rientrare rapidamente in città (Atti 1.12), dove avrebbero atteso il compimento della promessa del Padre (Atti 1.4-5). Così, il costituisce non solo il luogo dell’ascensione, ma anche un luogo carico di un profondo significato storico, teologico e profetico.