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Maria di Betania unge il Messia Gesù

Maria di Betania unge Gesù con un profumo costoso a Betania, simboleggiando la sua prossima sepoltura. Questo gesto, criticato da Giuda Iscariota e da altri discepoli, è difeso da Gesù e messo in luce nell'analisi dei Vangeli secondo Matteo, Marco e Giovanni. Il testo discute anche le implicazioni cronologiche e comunitarie di questo evento biblico.

5 min Maria di Betania Gesù profumo Giuda Iscariota insegnamenti 4 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 26.6-13 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or essendo Gesù in Betania, in casa di Simone il lebbroso,

venne a lui una donna che aveva un alabastro d’olio odorifero di gran prezzo, e lo versò sul capo di lui che stava a tavola.

Veduto ciò, i discepoli furono indignati e dissero: A che questa perdita?

Poiché quest’olio si sarebbe potuto vender caro, e il denaro darlo ai poveri.

Ma Gesù, accortosene, disse loro: Perché date noia a questa donna? Ella ha fatto un’azione buona verso di me.

Perché i poveri li avete sempre con voi; ma me non mi avete sempre.

Poiché costei, versando quest’olio sul mio corpo, l’ha fatto in vista della mia sepoltura.

In verità vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo evangelo, anche quello che costei ha fatto, sarà raccontato in memoria di lei.

Marco
Marco 14.3-9 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed essendo egli in Betania, nella casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna che aveva un alabastro d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo; e rotto l’alabastro, glielo versò sul capo.

E alcuni, sdegnatisi, dicevano fra loro: Perché s’è fatta questa perdita dell’olio?

Questo olio si sarebbe potuto vendere più di trecento denari e darli ai poveri. E fremevano contro a lei.

Ma Gesù disse: Lasciatela stare! Perché le date noia? Ella ha fatto un’azione buona inverso me.

Poiché i poveri li avete sempre con voi; e quando vogliate, potete far loro del bene; ma a me non mi avete sempre.

Ella ha fatto ciò che per lei si poteva; ha anticipato d’ungere il mio corpo per la sepoltura.

E in verità io vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato l’evangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 12.2-8 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E quivi gli fecero una cena; Marta serviva, e Lazzaro era uno di quelli ch’erano a tavola con lui.

Allora Maria, presa una libbra d’olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò co’ suoi capelli; e la casa fu ripiena del profumo dell’olio.

Ma Giuda Iscariot, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse:

Perché non s’è venduto quest’olio per trecento denari e non si son dati ai poveri?

Diceva così, non perché si curasse de’ poveri, ma perché era ladro, e tenendo la borsa, ne portava via quel che vi si metteva dentro.

Gesù dunque disse: Lasciala stare; ella lo ha serbato per il giorno della mia sepoltura.

Poiché i poveri li avete sempre con voi; ma me non avete sempre.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il villaggio di Betania vicino a Gerusalemme

Data: sabato 26 marzo dell'anno 33

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Matteo e Marco confermano le parole di Giovanni

Villaggio di Betania
Grafico a barre del sabato

Il Messia Gesù e i suoi discepoli partecipano a un grande banchetto offerto da Simone, un ex lebbroso.

Commenti

Il pasto principale della giornata in questa regione si svolgeva nel tardo pomeriggio, quando il caldo diminuiva. Spesso aveva luogo all'aperto o in uno spazio ventilato, affinché i commensali potessero riposare e godere del fresco.

Simone, chiamato «l'ex lebbroso», certamente guarito dal Messia Gesù, aveva invitato lui e i suoi discepoli. partecipavano al servizio, perché i commensali erano numerosi. Questo pasto non era un incontro privato tra Gesù, Simone e alcuni intimi: con ogni probabilità erano presenti molti abitanti di Betania.

L'evento assumeva così una dimensione comunitaria, che andava oltre il semplice ambito familiare, amplificando l'impatto del gesto che stava per seguire.

Maria (Maria di Betania) possedeva un profumo molto costoso, riservato alla sepoltura. Sentendo il Messia Gesù parlare della sua morte imminente, comprende che il momento è giunto: versa quel profumo su di lui, offrendo ciò che ha di più prezioso a colui che rappresenta tutto per lei. Il suo gesto è pubblico, solenne e profondamente personale.

Matteo e Marco riferiscono che diversi discepoli mormorarono tra loro che quel denaro avrebbe potuto essere dato ai poveri. Giovanni precisa che Giuda Iscariota fu all'origine di questa critica e che trascinò altri discepoli nel suo giudizio. Aggiunge anche un'informazione che gli apostoli compresero solo più tardi: Giuda, che teneva la borsa comune, sottraeva denaro.

Non c'è dunque alcuna contraddizione tra i racconti: Matteo e Marco descrivono la reazione collettiva, mentre Giovanni rivela l'istigatore di questo rimprovero.

Di fronte all'opposizione suscitata contro Maria, il Messia Gesù interviene con autorità per difenderla. Ricorda che il suo gesto ha una portata profetica, in diretta relazione con la sua imminente sepoltura. Luca, da parte sua, non ritiene utile inserire questo episodio nel suo vangelo, pur riportandone un altro, senza rapporto, in cui una donna peccatrice unge Gesù (Luca 7.36-50.

Alla luce degli eventi successivi, si comprende che nessuno tra gli apostoli sospettava i maneggi di Giuda in quel momento. Se avessero avuto il minimo dubbio, non gli avrebbero lasciato gestire la borsa. È facile immaginare come avrebbe reagito Pietro.

In quale momento ebbe luogo questo evento? 6 giorni prima della Pasqua come indica Giovanni 12.1 o il mercoledì come affermano Marco 14.1 e Matteo 26.2?

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