Il Messia Gesù e i suoi apostoli si trovano attualmente nella città di Magdala (nota anche come ), dove sono circondati da una folla numerosa. Ma in mezzo a questa folla ci sono e (Matteo 16.1), che cercano la minima occasione per screditare il Messia Gesù agli occhi del popolo.
Il dialogo si preannuncia difficile. I e i chiedono al Messia Gesù di compiere un segno miracoloso in loro presenza, allo scopo di metterlo alla prova, come riferiscono Matteo e Marco. Le numerose testimonianze di guarigione già osservate non sembrano convincerli.
Riassunto dei testi
I passi di Matteo 16.1-4 e Marco 8.11-12 riferiscono uno scontro tra Gesù e i (accompagnati dai secondo Matteo), che gli chiedono un segno miracoloso per provare la sua autorità divina.
In Matteo 16.1-4, i e i mettono alla prova il Messia Gesù chiedendo un . Gesù risponde loro denunciando la loro ipocrisia e spiegando che sanno interpretare i segni meteorologici ma sono incapaci di discernere i segni spirituali. Rifiuta di dare un segno, tranne quello di Giona, e poi li lascia.
In Marco 8.11-12 sono menzionati soltanto i . Cercano di mettere alla prova Gesù esigendo un segno dal cielo. Gesù, profondamente afflitto per la loro mancanza di fede, dichiara che nessun segno sarà dato loro e si allontana da loro.
Confronto dei testi
Gli interlocutori: Matteo menziona i e i , mentre Marco cita soltanto i . Questa distinzione può riflettere l'accento teologico proprio di ciascun evangelista.
La risposta di Gesù :
- In Matteo, Gesù rimprovera loro esplicitamente la loro incapacità di leggere i segni dei tempi e fa riferimento al segno di Giona, simbolo della sua morte e della sua risurrezione.
- In Marco, la sua risposta è più concisa e insiste sul rifiuto categorico di concedere un segno.
- Il tono del racconto: Marco pone l'accento sull'emozione del Messia Gesù, che sospira profondamente davanti all'incredulità dei . Matteo, dal canto suo, insiste maggiormente sull'argomentazione e sul riferimento ai segni profetici.
Questi passi sottolineano la resistenza dei capi religiosi nel riconoscere l'autorità divina di Gesù e illustrano la tensione crescente tra lui e le autorità religiose del suo tempo. Il segno di Giona menzionato in Matteo prefigura la crocifissione e la risurrezione, che saranno le vere prove della sua missione.