La decisione di Pietro di completare il gruppo apostolico scegliendo Mattia (Atti 1.15-26) probabilmente non nasce da una semplice preoccupazione organizzativa. Diverse ragioni teologiche e simboliche spiegano questo passo.
1- Ripristinare il numero simbolico delle dodici tribù d'Israele
Il numero dodici ha un forte valore simbolico nella Bibbia. Richiama i dodici figli di Giacobbe e le dodici tribù d'Israele (Genesi 35.22-26). Gesù stesso aveva scelto dodici apostoli per rappresentare il popolo di Dio rinnovato (Matteo 10.1-4).
Durante l'ultima cena, Gesù aveva promesso agli apostoli:
«Voi che mi avete seguito, nella rigenerazione di tutte le cose, sederete su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele» (Matteo 19.28).
Dopo la scomparsa di Giuda, restano soltanto undici apostoli. Pietro sembra dunque ritenere necessario ripristinare il collegio apostolico nella sua integrità prima della nascita ufficiale della Chiesa alla Pentecoste (Atti 2.1-4).
2- Sostituire Giuda secondo le Scritture
Pietro non presenta questa iniziativa come un'idea personale. Afferma che essa risponde al compimento delle Scritture:
«Il suo ufficio lo prenda un altro» (Atti 1.20).
Cita allora due salmi:
- (Salmi 69.26) ;
- (Salmi 109.8).
Nella sua comprensione, il tradimento e la scomparsa di Giuda erano stati annunciati in anticipo ed era opportuno che un altro prendesse il suo ufficio apostolico.
3- Preparare la testimonianza della risurrezione
La missione principale degli apostoli consiste nell'essere testimoni della risurrezione del Messia Gesù:
«Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo in cui il Signore Gesù è vissuto in mezzo a noi…, uno diventi testimone con noi della sua risurrezione» (Atti 1.21-22).
Il sostituto doveva dunque aver accompagnato Gesù dal ministero di Giovanni Battista fino all'Ascensione ed essere stato testimone delle apparizioni del Risorto. Questa esigenza spiega perché furono proposti soltanto Giuseppe Barsabba e Mattia (Atti 1.23).
4- Attendere la Pentecoste con il collegio apostolico completo
La nomina di Mattia avviene prima della venuta dello Spirito Santo (Atti 1.26). Luca sembra mostrare che la Chiesa nascente entra in una nuova fase con i dodici apostoli riuniti. Il giorno di Pentecoste, sono «gli undici», tornati ad essere «i dodici», a ricevere insieme la promessa del Padre (Atti 2.1-4).
5- Una funzione particolare e non una successione apostolica generale
Il testo non mostra che ogni apostolo dovesse essere sostituito dopo la sua morte. Giacomo, figlio di Zebedeo, sarà giustiziato più tardi (Atti 12.1-2) e non sarà designato alcun successore. La situazione di Giuda appare dunque eccezionale, perché aveva abbandonato il suo incarico prima ancora dell'inizio ufficiale della missione apostolica.
Conclusione
Pietro cerca probabilmente di ricostituire il gruppo dei Dodici perché ritiene che questo numero abbia un significato simbolico legato al nuovo Israele annunciato da Gesù (Luca 22.29-30). La scomparsa di Giuda non doveva lasciare questa missione incompiuta. Scegliendo Mattia secondo le Scritture (Atti 1.20), i discepoli si preparano a ricevere lo Spirito Santo e a diventare i testimoni ufficiali della risurrezione del Messia Gesù davanti al mondo intero (Atti 1.8).
Da un punto di vista storico, questa nomina è notevole, poiché Mattia non compare più nel libro degli Atti. L'interesse principale di Luca non è dunque raccontare la sua carriera, ma mostrare che, nel momento in cui inizia la storia della Chiesa, il collegio apostolico ha ritrovato la sua pienezza simbolica.