C’è un legame molto forte tra queste due affermazioni, Apocalisse 1.18 e Daniele 2.21, ed è persino uno dei fili conduttori che collega l’Apocalisse e Daniele: la sovranità assoluta di Dio sulla storia umana.
Punti di convergenza tra Apocalisse 1 e Daniele
- Dio come signore del tempo e della storia
Apocalisse 1: Dio è «colui che è, che era e che viene» (Apocalisse 1.4 e Apocalisse 1.8). Ciò esprime il suo dominio sul passato, sul presente e sul futuro. Nulla sfugge al suo controllo, nemmeno la morte (Apocalisse 1.18).
Daniele : Dio «muta i tempi e le circostanze, depone i re e li stabilisce» (Daniele 2.21). La storia degli imperi è nelle sue mani, anche quando le potenze sembrano autonome.
- Il Cristo / il Figlio dell’uomo come figura centrale
Apocalisse 1.13-16: Il Cristo appare «in mezzo» alle Chiese, sovrano, luminoso, con le chiavi della morte in mano.
Daniele 7.13-14: Il «Figlio dell’uomo» riceve dall’Antico dei giorni il dominio, la gloria e il regno, che nessuno può togliergli. → In entrambi i casi la figura messianica è posta al centro della storia, a garanzia che il caos delle nazioni sia limitato dalla sovranità divina.
- La pedagogia della rivelazione
Apocalisse : Lo scopo è formare lettori-ascoltatori coraggiosi e fedeli, consapevoli che la storia è nelle mani di Dio.
Daniele: Le visioni (statua, bestie, successione dei regni) insegnano che gli imperi passano, ma che Dio stabilisce il suo regno . → Entrambi i libri vogliono dare sicurezza e speranza a comunità rese fragili dalla persecuzione o dall’incertezza.
- Chiave teologica comune
Dio controlla tutto (Apocalisse) e Dio mette i re (Daniele) sono due facce di una stessa convinzione: la storia umana, con i suoi poteri e le sue crisi, non è abbandonata al caso. È orientata dalla volontà divina, che prepara il regno definitivo del Cristo.
In sintesi, l’Apocalisse riprende e amplifica il messaggio di Daniele: i regni terreni sono provvisori, ma Dio è sovrano e il suo Messia detiene l’autorità suprema.