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La traduzione di Luca 17.20

Il testo greco di Luca 17.20: ἐπερωτηθεὶς δὲ ὑπὸ τῶν Φαρισαίων πότε ἔρχεται ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ… «Interrogato dai farisei su quando…

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La traduzione di Luca 17.20

Il testo greco di Luca 17.20: ἐπερωτηθεὶς δὲ ὑπὸ τῶν Φαρισαίων πότε ἔρχεται ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ… «Interrogato dai su quando viene il Regno di Dio…»

Il verbo qui è ἔρχεται (erchetai), presente indicativo attivo, terza persona singolare, del verbo erchomai (venire).

Quindi: non è un condizionale, né un futuro. Si tratta di un presente con valore di futuro prossimo, molto comune nel greco biblico.

Si potrebbe tradurre letteralmente: «Quando viene il Regno di Dio?» oppure «Quando è che il Regno di Dio viene?»

Confronto con «verrà» o «verrebbe»

«Verrà» è al futuro semplice: esprime la certezza che un evento si verificherà in futuro. Esempio: Il Regno di Dio verrà.

«Verrebbe» è al condizionale presente: esprime un’ipotesi, un’incertezza, o un’azione che dipende da una condizione. Esempio: Il Regno di Dio verrebbe se…

«Viene» è al presente indicativo: può indicare un’azione in corso o imminente, talvolta usata per parlare di un futuro prossimo. Esempio: Il Regno di Dio viene — è già all’opera.

In Luca 17.20, «verrà» è una buona traduzione dinamica, perché rende l’idea di un evento atteso. Ma «verrebbe» sarebbe scorretto qui: il greco non esprime né un’ipotesi né un’incertezza.

In sintesi

Il testo greco usa un presente indicativo attivo (erchetai), non un condizionale. Esprime un’attesa reale e certa, non un’eventualità. Tradurre con «verrà» è fedele al senso, ma «verrebbe» indebolirebbe la portata del testo.