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I fatti di società

L'articolo affronta i fatti di società e gli insegnamenti di Gesù, illustrando le tensioni tra libertà individuale e sicurezza spirituale. Esempi letterari e biblici, come Victor Hugo e la parabola del figliol prodigo, sono usati per esplorare questi dilemmi.

10 min società libertà spiritualità Gesù Parabola 6 versetti 5 libri

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Introduzione

«E che cosa vediamo apparire sotto questa influenza dissolvente della miseria, dell'ignoranza, di questa scuola sinistra, la bottega della strada? Vediamo apparire quella decomposizione sociale che produce bambini senza famiglia, adolescenti senza pudore, giovani senza vergogna, depravati al punto da perdere perfino il senso della vergogna!»

Si tratta di un'osservazione che alcuni potrebbero definire pessimista, ma che molti membri della nostra società riconoscono come un dato evidente.

In realtà, questa descrizione non riguardava la nostra società attuale. Queste frasi sono tratte da un discorso pronunciato da Victor Hugo il 9 luglio 1849 davanti all'Assemblea costituente.

In questa serie di articoli ci proponiamo di discutere diversi temi controversi della nostra società contemporanea, confrontandoli con i principi stabiliti dal Messia Gesù.

Il riferimento biblico

Questo sito analizza i principi stabiliti dal Messia Gesù, così come sono esposti nei suoi insegnamenti. Questi precetti prevedono divieti e obblighi che possono essere percepiti come una restrizione della libertà individuale.

Si può dunque considerare davvero libero un individuo che rifiuta questo stile di vita?

Dobbiamo percepire queste restrizioni come una limitazione della nostra libertà individuale o piuttosto come misure di protezione volte a preservarci da situazioni catastrofiche?

È comune che le persone percepiscano le opportunità o le situazioni esterne come più favorevoli di quelle di cui dispongono attualmente.

Ricordiamo la storia della capra del signor Seguin!

Lettere dal mio mulino

«La capra del signor Seguin» è una novella scritta da Alphonse Daudet, pubblicata nella sua raccolta «Lettere dal mio mulino» nel 1869. Questa storia è raccontata sotto forma di lettera a un amico, Pierre Gringoire, ed è ispirata a una storia popolare della Provenza.

Il signor Seguin, un pastore, aveva avuto diverse capre, tutte divorate dai lupi dopo aver tentato di fuggire per vivere libere in montagna. Decide allora di comprare una nuova capra, Blanchette, che tratta con grande cura. Tuttavia, nonostante i suoi sforzi, Blanchette finisce per annoiarsi e decide di fuggire. Scopre la bellezza della montagna e trascorre una giornata felice, ma la sera viene attaccata da un lupo. Benché tenti di difendersi per tutta la notte, alla fine viene divorata.

In Alphonse Daudet, la capra incarna il desiderio di libertà di fronte alla noia della prigionia. La montagna simboleggia la natura e la libertà, mentre il recinto del signor Seguin rappresenta la civiltà e la prigionia. Nonostante gli sforzi del signor Seguin per proteggere la capra, il suo destino resta inevitabile.

Questa metafora può essere interpretata anche, a nostro avviso, da un punto di vista spirituale. In effetti, il bisogno intrinseco di spiritualità, oggi spesso criticato da molte persone, può essere percepito come una soluzione valida per evitare il caos nelle nostre vite.

La vita spirituale propugnata dai Vangeli e da Paolo può sembrare insipida rispetto ai piaceri senza divieti della nostra società.

La parabola del figliol prodigo

La del figliol prodigo, nota anche come la del Padre misericordioso, è una delle più celebri parabole del Messia Gesù. Si trova nel Vangelo di Luca 15.11-32. Questa illustra l'amore incondizionato, il pentimento e il perdono.

Tuttavia, possiamo anche esaminare l'atteggiamento del figlio minore, che non trova più soddisfazione nella vita familiare e percepisce il mondo esterno come molto più attraente. Nella ricerca della libertà, si trova di fronte a un'esperienza amara e infine disastrosa, come rivela la conclusione di questa .

Questo concetto affrontato dal Messia Gesù è stato ripreso in varie forme, in particolare attraverso il proverbio popolare: «L'erba del vicino è sempre più verde».

L’esperienza di Dema

Dema è un personaggio menzionato nel Nuovo Testamento della Bibbia, principalmente associato all'apostolo Paolo. Ecco alcuni punti chiave su di lui:

Colossesi 4.14: «Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema».

Filemone 1.24: «Così pure Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei collaboratori».

Ma è il passo di Timoteo che ci interesserà.

2 Timoteo 4.10: «Perché Dema mi ha abbandonato, avendo preferito il secolo presente, ed è andato a Tessalonica».

Dema era un collaboratore di Paolo, il che indica che era attivamente impegnato nel ministero cristiano. Tuttavia, in 2 Timoteo 4.10, Paolo esprime la sua tristezza rivelando che Dema lo ha abbandonato per le distrazioni e i piaceri del mondo.

Le luci del mondo

Questi tre esempi, in particolare la testimonianza su Dema, rivelano una certa stanchezza che porta a un cambiamento radicale di stile di vita.

L'individuo era davvero appagato e soddisfatto nella sua condizione iniziale?

Quali influenze hanno esercitato sul suo giudizio gli allettanti richiami del mondo?

I principi materialisti sono in grado di appagare pienamente l'essere umano e di dargli una vera libertà?
Come si è radicato questo sentimento di stanchezza nella mente di Dema?

Qual è l'origine di questa forza attrattiva che, come un faro per un insetto, finisce per consumarlo?

Lo scopo di questa serie di studi

Nella nostra società ci troviamo di fronte a leggi che contraddicono i principi descritti nelle nostre Bibbie. Ma ci sono anche insegnamenti che mettono in discussione le affermazioni del Messia Gesù e dell'apostolo Paolo.

Il nostro obiettivo non è discutere i meriti di queste prospettive sociali, ma semplicemente richiamare gli insegnamenti del Messia Gesù.

In questo quadro ci sembra importante ricordare che l'influenza delle forze spirituali sul mondo e sulla Chiesa è un fatto da tenere ben presente per comprendere al meglio le questioni che riguardano direttamente le nostre vite.

Adotteremo la seguente metodologia: cominceremo descrivendo con precisione il fatto in questione, poi esamineremo i testi biblici pertinenti che trattano lo stesso argomento, per giungere a una conclusione.

È fondamentale per noi spiegare nel modo più esauriente possibile ciò che dicono le Scritture bibliche.

Conclusione

Osserviamo una crescente divergenza tra gli insegnamenti raccomandati dal Messia Gesù e i principi di vita promossi nella società contemporanea. Molte persone esprimono il desiderio di vedere i principi biblici modernizzati e adattati ai costumi attuali.

È opportuno chiedersi se la libertà proclamata nella nostra società attuale conduca davvero alla soddisfazione e alla pace. Osservando lo stato della nostra società, sembrerebbe di no. I principi biblici sono spesso percepiti come ostacoli a una vita libera, e la Chiesa è talvolta accusata di restare ancorata al passato. Tuttavia, un altro approccio potrebbe consistere nell'esaminare le ragioni di queste restrizioni imposte dalla Bibbia, e dunque da Dio. Questi divieti mirano forse a proteggere l'uomo e a risparmiargli un'angoscia insopportabile?

È dunque proprio con questa visione che studieremo i grandi principi della nostra società e li confronteremo con le antiche regole bibliche.

Non si tratta di stigmatizzare una persona in particolare, ma semplicemente di informare ciascuno delle direttive bibliche che favoriscono la nostra pace interiore.

Vorremmo soprattutto rimettere i valori spirituali al centro delle nostre vite, perché ci sembrano indispensabili per la nostra realizzazione. Ma anche preparare bene il nostro futuro, come precisa il re Salomone.

«Rallègrati, o giovane, nella tua giovinezza, e il tuo cuore gioisca nei giorni della tua gioventù; cammina nelle vie del tuo cuore e secondo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che per tutto questo Dio ti chiamerà in giudizio». (Ecclesiaste 11.9).