Ecco una cronologia che mostra come la questione della si sia evoluta nella storia.
Cronologia del dibattito sulla redazione di Daniele
VIᵉ secolo a.C. (tradizione interna del libro)
Il libro si presenta come scritto da Daniele, esiliato a Babilonia.
I racconti (Daniele 1–6) descrivono la corte babilonese e persiana.
Le profezie sono accolte come autentiche e ispirate.
IIᵉ secolo a.C. (redazione critica proposta)
Secondo la ricerca moderna, la redazione finale sarebbe avvenuta sotto Antioco IV Epifane (175–164 a.C.).
Le visioni (Daniele 7–12) corrispondono agli eventi di quell’epoca.
Lo stile apocalittico è tipico del periodo maccabaico.
I secolo d.C. (al tempo di Gesù)
Daniele è riconosciuto come profeta nel giudaismo del Secondo Tempio.
Il Messia Gesù cita «il profeta Daniele» (Matteo 24.15 e Marco 13.14).
Nessun dibattito sulla data di redazione: Daniele è accolto come testo ispirato.
XVIIIᵉ secolo (epoca dell’Illuminismo)
I primi pensatori razionalisti iniziano ad applicare una critica storica alla Bibbia.
Mettono in discussione l’idea di profezie che annunciano il futuro con precisione.
Viene formulata l’ipotesi di una redazione tardiva (II secolo a.C.).
XIXᵉ secolo (sviluppo dell’esegesi moderna)
Gli argomenti linguistici, letterari e storici vengono sistematizzati.
La datazione al II secolo diventa la posizione dominante nella ricerca accademica.
Il dibattito si instaura tra lettura confessionale e lettura critica.
XXᵉ–XXIᵉ secoli (oggi)
La ricerca critica continua a privilegiare una redazione nel II secolo.
Le tradizioni religiose mantengono una lettura profetica e antica (VI secolo).
Il dibattito resta aperto tra approccio storico-critico e approccio confessionale.
Sintesi
Tradizione antica: Daniele profeta dell’esilio (VI secolo).
Ricerca moderna: redazione finale nel II secolo.
Tempo di Gesù: nessuna tensione, Daniele è accolto come profeta ispirato.
Dal XVIII secolo: nascita del dibattito, ancora vivo oggi.
L’origine di questo dibattito appare chiaramente come una mancanza di fede nelle parole profetiche.
L’origine di questo dibattito risiede principalmente in una divergenza di prospettive riguardo alla natura e all’interpretazione delle parole profetiche. Per alcuni, questo dibattito si spiega con una messa in discussione o una mancanza di fiducia verso le parole profetiche così come sono trasmesse nella Bibbia. Mentre la lettura confessionale considera queste parole autenticamente ispirate e profetiche. Si tratta dunque qui principalmente dell’inerranza della Bibbia.