Constatiamo che il Messia Gesù ha ripetuto più volte gli stessi insegnamenti ai suoi discepoli, e lo ha fatto intenzionalmente.
Perché Gesù ripeteva i suoi insegnamenti?
Per radicare le verità spirituali: il Messia Gesù usava spesso le stesse immagini e parabole per imprimere i suoi messaggi nel cuore dei suoi ascoltatori. Per esempio, la del seminatore è narrata in (Matteo 13.3-9, Marco 4.3-9 e Luca 8.5-8).
Perché i discepoli erano lenti a capire: il Messia Gesù li rimprovera a volte per la loro mancanza di discernimento, come quando dice: «Non capite ancora?» (Marco 8.17-21) o «Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto, Filippo?» (Giovanni 14.9).
Per adattare il messaggio a contesti diversi: Alcune parabole compaiono in forme leggermente diverse a seconda dei vangeli. Per esempio, la del «servo fedele» è narrata in Matteo 24.45-51 e Luca 12.42-48, con sfumature proprie di ciascun contesto.
Per sottolineare l’importanza del messaggio: il Messia Gesù ripete più volte insegnamenti cruciali, come l’annuncio della sua passione:
«Bisogna che il Figlio dell’uomo soffra molto…» (Matteo 16.21)
«Il Figlio dell’uomo sarà consegnato…» (Matteo 17.22-23)
«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme…» (Matteo 20.17-19)
Esempi concreti di ripetizioni
Gli annunci della sua morte e risurrezione: ripetuti tre volte nei Sinottici (vedi Marco 8.31, Marco 9.31, Marco 10.33-34).
Le parabole sulla vigilanza: come quella del servo fedele (Matteo 24.45-51, Luca 12.42-48), o quella delle dieci vergini (Matteo 25.1-13).
Gli insegnamenti sul Regno di Dio: illustrati da immagini ricorrenti come il seme (Marco 4.26-29), il lievito (Matteo 13.33) o la rete (Matteo 13.47-50).
Gli appelli alla fede e alla preghiera: ripetuti in diversi contesti, come «Chiedete, e vi sarà dato» (Matteo 7.7, Luca 11.9).
In sintesi, la ripetizione nel Messia Gesù è una pedagogia divina. Riflette la sua premura di formare i discepoli con pazienza, dando loro il tempo di comprendere, di assimilare e di vivere i suoi insegnamenti.
È importante notare che alcuni racconti riportati da Matteo, per esempio, possono presentare elementi diversi dello stesso tema affrontato da Marco o Luca. Questo non significa che l’autore abbia modificato il testo per sostenere la propria dimostrazione, né che esistano contraddizioni. In realtà, ogni evangelista riporta eventi distinti e pone l’accento su aspetti particolari secondo il proprio sviluppo o il pubblico a cui si rivolge.
Quando il Messia Gesù ripeteva un insegnamento, poteva variare la formulazione o gli esempi in base ai suoi ascoltatori. Così, le differenze osservate tra i vangeli riflettono una pedagogia attenta ad adattarsi ai bisogni e alla comprensione di ciascuno, senza per questo alterare il nucleo del messaggio trasmesso (Giovanni 21.25 e Giovanni 20.30).