Questo passo si inserisce in una serie di insegnamenti del Messia Gesù ai suoi discepoli sulla vita comunitaria, la responsabilità morale, il perdono e la fede. Inizia con un monito contro gli «scandali». La parola greca skandalon, nel testo originale, designa una trappola o una pietra d’inciampo, qualcosa che fa inciampare.
Analisi versetto per versetto
Luca 17.1 : «È inevitabile che vi siano trappole...»
Il Messia Gesù riconosce che in un mondo segnato dal peccato le occasioni di caduta sono inevitabili. Esse possono comprendere tentazioni, cattivi esempi, insegnamenti errati o comportamenti che allontanano gli altri dalla fede.
«...ma guai a colui che ne è responsabile!»
L’espressione «guai» (ouai nel testo greco) è una formula profetica di giudizio. Il Messia Gesù avverte che coloro che causano la caduta altrui, con la loro condotta, le loro parole o la loro influenza, si espongono a un giudizio severo.
Luca 17.2 : «Sarebbe meglio per lui...»
L’immagine della macina legata al collo e di un uomo gettato in mare è impressionante: evoca una morte brutale e irrimediabile. Il Messia Gesù usa un’iperbole per sottolineare che far cadere un «piccolo», un credente umile, giovane nella fede o vulnerabile, è una colpa gravissima.
Il «piccolo» può rimandare anche al bambino nella fede, come in Matteo 18.6, dove è formulato un passo simile.
Portata spirituale ed etica
Responsabilità comunitaria : il Messia Gesù insegna che ogni discepolo è responsabile di non diventare una pietra d’inciampo per gli altri.
Gravità dello scandalo : lo scandalo spirituale è più grave della morte fisica, perché tocca l’anima e il rapporto con Dio.
Appello alla vigilanza : questo passo invita all’introspezione: le nostre parole, i nostri atteggiamenti, le nostre scelte possono edificare o distruggere la fede altrui.