Daniele 2.19 riferisce la svolta decisiva del racconto:
«Allora il mistero fu rivelato a Daniele in una visione durante la notte.»
Daniele avrebbe potuto recarsi subito dal re.
Il testo indica tuttavia:
«Daniele benedisse il Dio del cielo» (Daniele 2.19).
Questa reazione è significativa.
Daniele si volge anzitutto verso colui che gli ha comunicato la rivelazione.
La preghiera di Daniele 2.20-23 si colloca dunque tra due momenti essenziali:
la ricezione del mistero in Daniele 2.19;
la sua comunicazione al re a partire da Daniele 2.24.
Questa posizione le conferisce una funzione interpretativa. Prima che Nabucodonosor ascolti la spiegazione del suo sogno, il lettore apprende come Daniele stesso comprende teologicamente ciò che è appena accaduto.